	function leggi1()	{		var testo = "<h3>Maria De Mattias</h3>";			testo = testo + "<p>Maria De Mattias (dichiarata santa da Giovanni Paolo II il 18 Maggio 2003) ebbe straordinaria attenzione per il “caro prossimo”. Nella categoria del “prossimo” a lei “caro” c’erano anche i “briganti”, che, per essere fiorenti lungo l’antico confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, da Terracina a Ceprano, avevano terrorizzato la sua infanzia e adolescenza. Ella era nata a Vallecorsa il 5 febbraio 1805, da una famiglia benestante del paese, ma “costretta” a restare analfabeta dal pregiudizio allora vigente nei confronti della donna.";			testo = testo + " Maria non si rassegnò e da sola imparò a leggere e a scrivere, esercitandosi sui libri di pietà, che abbondavano nella sua casa, ove per tradizione familiare vi erano sempre stati uno o due sacerdoti in ogni generazione di De Mattias. In omaggio alla Santa è in corso di realizzazione, nella stessa Casa di Maria De Mattias, accanto alla Stanza per Refice, una raccolta di Manuali di Pietà, grazie alla donazione degli eredi di Anna Maria Dettori. L'esempio ha spinto altri donatori all'imitazione, quale lo scrivente (manoscritti spirituali di Don Lorenzo Colagiovanni) e le signore Marisa e Claudia Simoni, che anche a questo particolare settore si sono volute associare.";			testo = testo + " Dicevo del brigantaggio. Quegli uomini crudeli occupavano forse il primo posto nel cuore molto sensibile della giovane donna, perché più lontani dalla Redenzione sociale e spirituale operata da Cristo con il proprio Sangue. Del resto essi si erano dati alla violenza per cause storiche molto precise, senza sapere quel che facevano, come i carnefici sul Calvario.";			testo = testo + " L’anelito a fare qualcosa per la redenzione sociale, presente da sempre in lei e legato alla sua sensibilità, divenne manifesto e motivato grazie alla predicazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, che giunsero nel suo paese, capeggiati da san Gaspare del Bufalo nel 1822. Quei sacerdoti caratterizzarono la loro presenza a Vallecorsa con molte belle personalità, ma specialmente con la figura del venerabile don Giovanni Merlini, al quale i briganti fecero pervenire una lettera per manifestare il desiderio di arrendersi e cambiare vita. Volevano che il del Bufalo facesse conoscere tali intenzioni al papa.";			testo = testo + " Altra particolare attenzione, la più appariscente, Maria l’ebbe per le donne, emarginate dalla vita sociale e ecclesiale a causa della mancanza di cultura. Era una realtà che, come ho detto, aveva sperimentato sulla propria pelle. Con una caparbietà caratteriale e uno spirito di fede invincibili riuscì a superare enormi difficoltà; contagiò circa duecento seguaci, intraprendenti e entusiaste, con le quali poté aprire – dal 1834 al 1866 – oltre sessanta scuole per fanciulle in tutta l’Italia centrale.";			testo = testo + " Una donna così non poteva chiudere la porta di casa al proprio cantore. Licinio Refice era stato alunno del missionario don Pasquale De Guglielmo, missionario residente a Patrica; lo diceva con una certa fierezza: “Io sono stato alunno di don Pasquale!”. E don Pasquale fu il primo cronista del genio musicale del suo ex alunno, nella cronaca manoscritta della Casa di Missione di Patrica. Refice fu anche in braccio a alcune suore tra le più grandi seguaci di Maria De Mattias: Teresa e Rosa De Sanctis, che lasciarono una eredità spirituale molto significativa, che affascinò il Maestro. Se ne ricordò nel testamento, ove raccomandò ai suoi eredi di imitare “gli zii De Sanctis”.";			testo = testo + " Anche per questo Refice compose, nel 1950, una messa stupenda per la beatificazione di Maria De Mattias, sottotitolandola significativamente “Redemisti nos Domine in Sanguine tuo”. Ossia: “Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue”.";			testo = testo + " Maria De Mattias (Vallecorsa 1805-Roma 1866) non avrebbe potuto aprire di persona la porta della propria casa a Licinio Refice (Patrica 1883-Rio de Janeiro 1954). Basta confrontare le date. L’affermazione del titolo resta vera perché le Suore da lei fondate, le Adoratrici del Sangue di Cristo (ASC), mantengono vivo lo stesso spirito di accoglienza e di sensibilità sociale.";			testo = testo + " Quando la superiora generale suor Vittoria Tomarelli e la superiora provinciale suor Assunta Spigno risposero con un sì entusiasta a me, che chiedevo una stanza per le memorie del Musicista e di altre degnissime persone, compresi che la porta era stata aperta da Maria De Mattias stessa e che trionfava il suo spirito.";						testo = testo + " Quale atto più significativo che le memorie di persone così degne trovino ospitalità e protezione nella casa di colei che con il proprio impegno sociale ha – direttamente o indirettamente – operato perché vi fossero testimonianze meritevoli di essere consegnate al futuro? </p>";			testo = testo + "<br><em>(Testo di Michele Colagiovanni)</em><br /><hr><h3>Prosegui con:</h3>";			testo = testo + "<p><a href=\"#\" onclick=\"javascript:CasaStanza()\">La Casa della Stanza</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:lauretta()\">Una Casa per partire</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:moretti()\">Riccardo Moretti</a><br/><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:mariaantoniettaDeCarolis()\">Maria Antonietta De Carolis e la sua famiglia</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:poesieMariaAntoniettaDeCarolis()\">Le poesie inedite di Maria Antonietta De Carolis</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:iMortiSiCercano()\">I morti si cercano?</a><br/><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:lavoriDonneschi()\">Scuola di ricamo scuola di vita</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:AndreaMartini()\">Il monumento di Acuto, di padre Andrea Martini</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:ilTerribileZio()\">Il terribile zio prete di Maria</a></p>";						testo = testo + "<br /><hr><br />";			testo = testo + "<p><a href='javascript:home()'><< Home</a></p>";			document.getElementById('main').innerHTML = testo;	}		function leggi2()	{		var testo = "<h3>Claudia Muzio e le altre  &nbsp;&nbsp;<font size=\"-2\">(<a href=\"javascript:pop(\'muzio.html\')\">Immagini</a>)</font></h3>";			testo = testo + "<p>Di Claudia Muzio si legge nella enciclopedia on line Wikipedia: “Her last and according to some critics her greatest role was in Rome in 1934 as Cecilia in the opera of that name written for her by Licinio Refice”. Cominciamo con il dire che Cecilia non fu scritta originariamente per la Muzio, ma per Maria Viscardi. La composizione dell’opera fu iniziata nel 1920 circa, in vista dell’anno santo 1925, e per quella data era pronta, ma non erano maturi i tempi per rappresentarla. Quando, grazie alla Conciliazione, la via si aprì, Refice poteva contare su Claudia Muzio. Potrebbe anche averle detto che aveva pensato a lei, durante la composizione. Quale musicista non faceva un pensierino alla Muzio, la più grande della sua epoca, mentre componeva? Per lei si erano sprecati gli epiteti più ambiti. Era stata probabilmente la prima a essere definita Divina. Refice, a chi chiedeva – magari anche con malizia – come fosse la Muzio, rispondeva convinto: “È un angelo!”.";			testo = testo + " Un angelo conteso dai teatri di tutto il mondo! Si può immaginare l’invidia, nel mondo dello spettacolo, per il sodalizio umano e spirituale, che la grande diva aveva stabilito con l’autore de La Samaritana e di Cecilia. Il sacerdote musicista, dal canto suo, fiero dei successi conseguiti, era piuttosto portato a ostentare che a moderare le sue apparizioni accanto all’artista fascinosa. Ovvia la fioritura dei pettegolezzi, che non li avrebbero risparmiati comunque.";			testo = testo + " Quando Claudia morì, inaspettatamente per tutti, si arrivò a sostenere che si fosse uccisa, sapendosi abbandonata. La chiacchiera, però, serpeggiò soltanto negli ambienti teatrali e la polizia indagò su ben altri fronti, senza ottenere prove che confermassero il suicidio con barbiturici. La pista Refice non fu neppure presa in considerazione, tanto risultava assurda. Si apprese che la Muzio era oberata di debiti (cinque milioni di lire dell’epoca) spremuta da familiari famelici.";			testo = testo + " Vi sono argomenti e documenti che smontano il linciaggio degno di un odierno pomeriggio televisivo.";			testo = testo + " Il 7 febbraio Claudia era malata, ma nessuno lo sapeva, perché divulgare la notizia avrebbe pregiudicato le scritturazioni e i premi di ingaggio. Ella continuava a vivere in un lussuoso albergo romano, a Via Veneto. In quella data Refice, che era a conoscenza del triste momento, tanto da aver dovuto fare ricorso a un’altra artista, le dedicò un mottetto-preghiera con questa dedica “A Claudia per il suo compleanno, 7 febbraio ’936. Licinio Refice”. Il testo musicato diceva: “Custoditela, o Signore, come la pupilla dei vostri occhi. Sotto l’ombra delle vostre ali proteggetela”. Non è precisamente un messaggio picaresco, né per entrare in alcova, né per uscirne.";			testo = testo + " L’ambientazione del pettegolezzo – però – è perfetta, non c’è dubbio. Cecilia va in scena il 22 Febbraio a Trieste con Maria Pedrini nel ruolo della protagonista. Il successo è “caloroso”. Si hanno repliche il 25 e 27. L’opera viene radiotrasmessa. Quale strazio per la Divina abbandonata in una stanza d’albergo, mentre scrosciano gli applausi diretti alla rivale!";			testo = testo + " Ma Refice non avrebbe mai cambiato interprete, se non vi fosse stato costretto. Claudia Muzio lo sa. Refice riceve messaggi dalla cantante: auguri prima di andare in scena e felicitazioni a fine spettacolo. “Felicissima trionfo affettuosità. Claudia”. “Affettuosi cari pensieri oggi scrivo. Claudia”. “Tante cose care per questa sera. Claudia”. Non sembrano i messaggi disperati di una che va meditando il suicidio e che sta scrivendo a chi ne dovrebbe essere la causa. ";			testo = testo + " Da Trieste la compagnia si trasferisce a Napoli e il 24 marzo Cecilia va in scena al San Carlo. Anche lì giunge un messaggio della Muzio, esteso alla sua presunta rivale: “Iddio vi benedica - oggi come sempre vi sono intensamente vicina - auguri affettuosi caramente Claudia”. È in procinto di subire un intervento chirurgico, ma chi ne è a conoscenza? Nessuno.";			testo = testo + " Il 26, al risveglio dall’anestesia, messaggio della Muzio a Refice: “Operazione passata - sono debolissima - vi auguro ogni bene possibile per questa sera - caramente Claudia”. A sera, infatti, al Teatro San Carlo di Napoli, va in scena Cecilia, presente Pietro Mascagni. Un trionfo per Maria Pedrini e per Refice. Il 28 mattina, replica per le scuole e le comunità religiose della città. Il 29 altro spettacolo per il pubblico, sempre con successo pieno.";			testo = testo + " In aprile la compagnia si trasferisce a Palermo. Il 22, al Teatro Massimo, dopo giorni di prove e di viva attesa popolare, ha luogo la prima di Cecilia, coronata da pieno successo. Il 25, replica. Grande entusiasmo del cardinale.";			testo = testo + " Ai primi di maggio il Maestro è ancora a Palermo, impegnato nelle prove del Martyrium Agnetis, che viene eseguito nella Sala Scarlatti del Conservatorio Vincenzo Bellini il 6. L’esito conferma la popolarità del Maestro. Interpreti: Ester Mazzoleni, Giuseppe Garuti, Gino Vannelli.";			testo = testo + " Il 24 maggio a Roma Claudia Muzio muore nella sua stanza d’albergo. I Cappuccini, che l’annoveravano iscritta al terz’ordine francescano (come del resto Refice), il 28 maggio le riservano trionfali esequie nella vicina chiesa. L’Osservatore Romano ne tesse gli elogi come di donna dotata di straordinari doni umani e spirituali, con parole inusuali. Dopo l’annuncio del luttuoso evento, il giornale vaticano così proseguiva: “Quanto profondo e vasto cordoglio abbia suscitato la fine di questa eletta cantante, tanto ammirata non solamente per gli eccezionali doni onde fu profusa la sua voce ma altresì per le virtù di cui fu adorno il suo animo, lo ha testimoniato la commossa dimostrazione a cui i funerali hanno dato luogo. Una folla immensa di personalità del mondo artistico e teatrale era convenuta nel sacro tempio per recare alla salma il tributo del cristiano suffragio e l’estremo saluto...”. La salma riceve trionfali esequie nella chiesa dei Cappuccini. Segue una sepoltura provvisoria, perché si parla già, per lei, di un monumento al Verano.";			testo = testo + " Nessuno è tenuto a mettere la mano sul fuoco su una o sull’altra tesi, ma è onestamente difficile che quello appena descritto sia lo sfondo idoneo a inquadrare una fosca vicenda come la tresca tra un sacerdote e una diva dello spettacolo, che sfocia in un suicidio. Ma se una leggenda metropolitana potesse servire a riportare in auge un musicista di valore e una cantante impareggiabile, oh felix culpa (mi riferisco a quella dei pettegoli)!</p>";			testo = testo + "<br><em>(Testo di Michele Colagiovanni)</em><br /><hr><h3>Prosegui con:</h3>";			testo = testo + "<p><b>Claudia Muzio</b></p>";			testo = testo + "<p><a href=\"#\" onclick=\"javascript:muzioDuce()\">Claudia Muzio e il Duce</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:muzioSequestro()\">Claudia Muzio: sequestro di persona?</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:gioielliMuzio()\">I gioielli della Muzio</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:montaleAClaudiaMuzio()\">Montale a Claudia Muzio</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:laDivinaARiolo()\">\"La divina Claudia\" a Riolo Terme</a><br/>";			testo = testo + "<p><b>...e le altre</b></p>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:lacrimeTebaldi()\">Le lacrime della Tebaldi</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:renataScotto()\">Renata Scotto</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:elenaRizzieri()\">Elena Rizzieri</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:mariaViscardi()\">Maria Viscardi</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:mariaPedrini()\">Maria Pedrini</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:mariaPedriniCentoAnni()\">Maria Pedrini: cento anni dalla nascita</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:adelaidaNegri()\">Adelaida Negri</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:olgaBlanco()\">Olga Blanco</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:catrionaGallo()\">Catriona Gallo</a><br/></p>";						testo = testo + "<br /><hr><br />";			testo = testo + "<p><a href='javascript:home()'><< Home</a></p>";			document.getElementById('main').innerHTML = testo;	}		function leggi3()	{		var testo = "<h3>L'archivio Eraldo Simoni, Refice e la Stanza</h3>";			testo = testo + "<p>L'amicizia tra Licinio Refice e Eraldo Simoni precedette il matrimonio di Aminta – sorella di Eraldo – con Plinio, fratello convivente del Maestro. Gli stretti rapporti risalivano ai tempi del seminario, a Ferentino, dove don Federico e don Icilio, fratelli di Eraldo, avevano ruoli importanti. I due sacerdoti furono protagonisti, tra l’altro, della realizzazione della <a href=\"javascript:newWindowCroce(\'crocecentenario.html\')\">Croce del Centenario</a>, su <a href=\"javascript:newWindowCacume(\'cacume.html\')\">Monte Cacume, uno dei luoghi danteschi</a>.";			testo = testo + " Eraldo Simoni, nato a Patrica il 4.X.1896, morto ivi il 9.IV.1983, era divenuto un professionista molto apprezzato, noto come l’Ingegnere per antonomasia di tutto il circondario. Refice lo definisce in una lettera “procuratore superdinamico”. Naturalmente il matrimonio di Aminta cementò i legami con l'intera famiglia. A Marisa e Claudia regalò due grandi bambole. Ci è stato tramandato un tenero dialogo del Maestro con <a href=\"javascript:pop(\'andreina.html\')\">la piccola Andreina</a> in dialetto patricano (può essere letto nella cronologia alla data 18 Settembre 1951)";			testo = testo + " L’archivio di Eraldo Simoni, per ovvie ragioni, accolse numerose lettere autografe del Maestro, qualche composizione manoscritta e altri documenti concernenti il personaggio (ritagli di giornale, fotografie e altri cimeli). Molti i libretti d’opera, a testimonianza della passione per la musica lirica di tutta la <a href=\"javascript:newWindowFamiglia(\'famiglia.html\')\">famiglia</a>. Del resto la musica a Patrica fu sempre di casa. Nell'archivio dell'ingegner Simoni era presente una storia della <a href=\"javascript:newWindowBanda(\'banda.html\')\">banda</a> musicale di Patrica. Il manoscritto della storia della banda oggi si conserva nell'archivio di \"Una Stanza per Refice\" a motivo della donazione di cui si parlerà più avanti. Il maestro Refice avrebbe voluto trasformare la moglie di Eraldo, <a href=\"javascript:pop(\'pia.html\')\">Pia Simoni</a>, in una cantante.";			testo = testo + " lirica. L’archivio Simoni (oggi parte dell’Archivio USpR) non si limita a Refice. Data la posizione sociale del titolare, esso contiene lettere del generale Simone Simoni, luminosa figura di martire alle Fosse Ardeatine; del poeta Libero De Libero, amico di famiglia, nonché alunno di Anita Simoni, da lui amatissima, visto che ne tesse un elogio formidabile in una <a href=\"javascript:newWindowLettera(\'lettera.html\')\">lettera</a> al fratello Eraldo; del generale Erminio Bufalini, eccellente poeta vernacolo patricano.";			testo = testo + " Nello stesso Archivio gli arcipreti don Federico e don Icilio Simoni hanno lasciato importanti testimonianze nel campo della emigrazione, della banda musicale cittadina, oggi dedicata a Refice, del Conservatorio del Preziosissimo Sangue, aperto a Patrica da Brigida Contenta, contemporanea di Maria De Mattias. I fratelli Simoni, come già ho detto, arcipreti di Patrica in successione, furono i principali artefici dell’erezione della Croce sul Monte Cacume e le loro carte sono oggi in USpR.";			testo = testo + " Don Federico fu primo insegnante di musica del piccolo Licinio nel seminario, cappellano degli emigranti (il diario autografo di un viaggio negli USA è conservato in USpR), arciprete di Patrica. Morì in concetto di santità per voce unanime di popolo e la fama fu ingigantita da alcuni eventi che accompagnarono e seguirono la morte. Si spense a trentatre anni; il suo orologio si fermò sull’istante dell’ultimo respiro; il corpo fu ritrovato intatto a venti anni dalla sepoltura. ";			testo = testo + " Don Icilio Simoni si rivelò figura poliedrica: avrebbe rifatto il mondo e pensò di rifare Patrica dalle fondamenta sviluppando l’edilizia, le strade, l’agricoltura. Le vicende politiche (il fallimento contemporaneo e pilotato dal regime di tutte le banche rurali) fece naufragare i suoi progetti, in gran parte attuati e tuttora usufruibili.";			testo = testo + " Ho già detto che molte carte dell’Archivio Eraldo Simoni sono oggi nella Stanza per Refice (USpR); ciò è dovuto all’atto di donazione con il quale le insegnanti <a href=\"javascript:newWindowSimoni(\'mcsimoni.html\')\">Marisa e Claudia Simoni</a> (certe di interpretare la volontà dei loro genitori, come affermano nella dichiarazione autografa) le hanno offerte, affiancandosi all’iniziativa che io stavo promuovendo e che, grazie alla bontà delle Adoratrici del Sangue di Cristo, ho potuto realizzare a Vallecorsa.";			testo = testo + " La famiglia Simoni ha educato nel corso di un secolo (a partire da Marina e Anita per giungere fino alle donatrici) generazioni di patricani e con la donazione può essere sicura di poter continuare la missione nei secoli futuri, grazie alla sinergia possibile tra la Casa di Maria De Mattias e il piccolo museo che raccoglie memorie di illustri protagonisti, educatori anche essi, con la loro bella eredità di memorie.</p>";			testo = testo + "<br><em>(Testo di Michele Colagiovanni)</em><br /><hr><h3>Prosegui con:</h3>";			testo = testo + "<p><a href=\"#\" onclick=\"javascript:simoniMessina()\">Il tenente Simone Simoni e il terremoto di Messina…</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:donFedericoSimoni()\">Don Federico Simoni</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:donIcilioSimoni()\">Don Icilio Simoni</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:andreinaSimoni()\">Andreina Simoni</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:erminioBufalini()\">Libero de Libero su Erminio Bufalini</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:donIcilioSimoni2()\">Quel vulcano di Don Icilio Simoni</a><br/>";			testo = testo + "<a href=\"#\" onclick=\"javascript:donIcilioSimoni3()\">Una lettera di Don Icilio al fratello Eraldo durante il bombardamento di Frosinone</a></p>";			testo = testo + "<br /><hr><br />";			testo = testo + "<p><a href='javascript:home()'><< Home</a></p>";			document.getElementById('main').innerHTML = testo;	}		function leggi4()	{		var testo = "<h3>LICINIO REFICE</h3>";			testo = testo + "<p>Nacque a Patrica Suo zio don Edoardo Valenti era ausiliare dei Missionari del Preziosissimo Sangue, presenti a Patrica con una comunità molto attiva, grazie anche al carisma di don Pasquale De Guglielmo. I Valenti erano imparentati con i De Sanctis di Frascati, grazie al “medico santo” Gioacchino De Sanctis, che visse e operò a Patrica e sposò Maria Valenti. Quattro figlie di Gioacchino e Maria furono seguaci e compagne di Santa Maria De Mattias, della quale tre (Teresa, Carolina e Rosa) furono degnissime emule.  Licinio Refice ebbe a modello la spiritualità dei De Sanctis e se ne ricorderà nel testamento, raccomandandone l’imitazione ai suoi eredi.";			testo = testo + "Fin da bambino rivelò passione per la musica.  Nel seminario di Ferentino e di Anagni incrementò la fama, alimentata dall’ammirazione per Lorenzo Perosi, precoce e fecondo rinnovatore della musica sacra. ";			testo = testo + "Suo primo insegnante in seminario fu don Federico Simoni; ma solo dopo l’ordinazione sacerdotale don Licinio poté iscriversi, a Roma, al ?????. ";						testo = testo + "<p><a href='javascript:home()'><< Home</a></p>";			document.getElementById('main').innerHTML = testo;	}		function home()	{		var testo1 = "<table width='520' cellpadding='15' align='center'><tr><td><table width='250'><tr><td colspan='2' align='center'>";			testo1 = testo1 + "<b>Maria De Mattias</b></td></tr><tr><td width='180'>";			testo1 = testo1 + "<p>Può una persona, centoquaranta anni dopo la morte, aprire la porta a chi bussa a casa sua? Può se ha lasciato eredi che aprono la porta a chi bussa. Maria De Mattias fu una Maestra di vita che si lasciò dietro alunne disposte a imitarla. &nbsp;&nbsp;<a href='javascript:leggi1()'>Leggi...</a></p>";			testo1 = testo1 + "</td><td align='center'><img src='images/Ingresso.jpg' alt='Refice Adulto'></td></tr></table></td>";			testo1 = testo1 + "<td><table width='250'><tr><td colspan='2' align='center'><b>Anna Maria Dettori Garau</b></td></tr><tr><td width='180'>";			testo1 = testo1 + "<P>Anna Maria Guidobono Cavalchini Garofoli, figlia di Alessandro e di Luisa Provana di Collegno, nacque a Torino il 14 giugno 1902. Mentre percorreva brillantemente il curriculum scolastico...&nbsp;&nbsp;<A href=\"javascript:annaMariaDettori()\">Leggi...</A></P>";			testo1 = testo1 + "</td><td align='center'><IMG alt=\"Anna Maria Dettori\" src=\"images/DettoriHome.jpg\"></td></tr></table></td></tr>";						testo1 = testo1 + "  <TR><TD colspan='2' align='center'><TABLE width='250'><TBODY><TR><TD align='middle' colSpan='2'><B>Licinio Refice</B> (<a href='javascript:video()'>video</a>)</TD></TR>";			testo1 = testo1 + "  <TR><TD width=180><P>Nacque a Patrica. Suo zio, don Edoardo Valenti, era ausiliare dei Missionari del Preziosissimo Sangue, presenti a Patrica con una comunità molto attiva, grazie anche al carisma di... &nbsp;&nbsp;<A href=\"javascript:caricaContenutoBio(document.getElementById('pagina').value)\">Leggi...</A></P></TD>";            testo1 = testo1 + "      <TD align=middle><IMG alt=\"Refice Adulto\" src=\"images/Refice_adulto_home.jpg\"></TD></TR></TBODY></TABLE></TD></TR>";						testo1 = testo1 + "<tr><td><table width='250'><tr><td colspan='2' align='center'>";			testo1 = testo1 + "<b>Famiglia Simoni</b></td></tr><tr><td width='180'>";			testo1 = testo1 + "<p>Eraldo Simoni fu l’amico ideale di Refice perché sapeva risolvere tutti i problemi: dai mangerecci alle questioni legali e edilizie. Nacque da queste premesse un sodalizio che poi divenne una vera parentela...</p>";			testo1 = testo1 + "&nbsp;&nbsp;<a href='javascript:leggi3()'>Leggi...</a></p>";			testo1 = testo1 + "</td><td align='center'><img src='images/Simoni.jpg' alt='Refice Adulto'></td></tr></table></td>";			testo1 = testo1 + "<td><table width='250'><tr><td colspan='2' align='center'><b>Claudia Muzio e le altre</b></td></tr><tr><td width='180'>";			testo1 = testo1 + "<p>Il nome di Claudia Muzio, negli ultimi anni di vita, fu legato a quello di Refice. Alcuni vollero attribuire a lei il successo di Cecilia, ma dopo la morte della cantante (una delle più grandi di tutti i tempi) l’opera continuò a funzionare benissimo... &nbsp;&nbsp;<a href='javascript:leggi2()'>Leggi...</a></p>";			testo1 = testo1 + "</td><td align='center'><img src='images/Muzio_home.jpg' alt='Muzio'></td></tr></table></td></tr></table>";						document.getElementById('main').innerHTML = testo1;	}		function annaMariaDettori()	{			var testo = "<h3>Anna Maria Dettori Garau &nbsp;&nbsp;<font size=\"-2\">(<a href=\"javascript:pop(\'annaMariaDettori2.html\')\">Immagini</a>)</font></h3>";			testo = testo + "<p>Anna Maria Guidobono Cavalchini Garofoli, figlia di Alessandro e di Luisa Provana di Collegno, <a href=\"javascript:pop(\'annaMariaDettori1.html\')\">nacque a Torino il 14 giugno 1902</a>. Mentre percorreva brillantemente il curriculum scolastico appropriato a una ragazza del suo rango, si dedicò allo studio del pianoforte, con risultati pari alla sconfinata passione che avvertiva per la musica. Carattere schivo, non pensò mai alla carriera concertistica, inseguendo la perfezione per puro diletto. Era favorita dalla ragguardevole ampiezza delle mani, degne di Franz Liszt.";		testo = testo + " Ricordo la prima volta che la incontrai. Non sapevo che suonasse, ma le mani mi fecero pensare con immediatezza a una pianista. Suonava molte ore al giorno, anche in duo con il fratello Emilio. A dimostrazione di ciò le partiture che compongono la sua biblioteca musicale sono per lo più in versione a quattro mani. Fu dotata di una forte spiritualità, che proveniva da antenati di intensi legami con la Chiesa. Basterà ricordare i cardinali Carlo Alberto Guidobono Cavalchini Garofoli e Francesco Guidobono Cavalchini. Si può ben dire che la ND Anna Maria ha dato il suo contributo alla spiritualità dello scorso secolo, educando i figli in modo esemplare. Scrisse per vari giornali e opuscoli cattolici, anche con lo pseudonimo di <a href=\"javascript:pop(\'pace.html\')\">“Pace”</a> e ha lasciato vari quaderni manoscritti di contenuto religioso.";		testo = testo + " Penitente di san Luigi Orione, fu da lui incoraggiata al matrimonio. Sposò Giovanni Dettori Garau, sardo, legato a Torino oltre che per ragioni storiche (il Regno di Sardegna) anche per lontana parentela con la famiglia della sposa. Dal matrimonio nacquero cinque figli, dei quali uno solo maschio, l’avvocato Raimondo che, sposato alla ND Maria Cristina Taxis Bordogna Valnigra, ha messo al mondo sei belle ragazze. La ND Anna Maria fondò nella Casa delle Adoratrici del Sangue di Cristo, detta di Sant’Agnese al Nomentano, la Pia Unione del Preziosissimo Sangue, che diresse per molti anni. Collaborò quale consorella delle Conferenze Femminili di S. Vincenzo de Paoli al gruppo della “Povertà Nascosta” che aveva come scopo l'assistenza materiale e spirituale di famiglie decadute, ossia una speciale attenzione verso la porvertà di chi non ha iil coraggio di dichiararla. Al tempo stesso, però, voleva che “Povertà Nascosta” significasse necessità di  soccorrere senza ostentazione. Morì a Roma il 23 febbraio 1999, circondata dall’effetto della famiglia. Chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerla e di collaborare con lei per alcuni anni, può con buona coscienza additarla al ricordo e all’esempio delle generazioni future.";		testo = testo + " I coniugi Maria Cristina e Raimondo, in memoria di una madre tanto significativa, hanno di recente deciso di donare al museo allestito nella Casa di Maria De Mattias, a Vallecorsa, i molti <a href=\"javascript:pop(\'LibriAnnaMaria.html\')\">libri</a> di pietà della defunta. Omaggio quanto mai appropriato, perché proprio su libri di devozione Maria De Mattias imparò, da sola, a leggere e a scrivere, divenendo poi una straordinaria maestra, fondatrice di scuole. Da notare che, per una felice coincidenza, tra i libri donati si è trovata una edizione degli “Esercizi di perfezione cristiana”, di padre Alfonso Rodriguez, stampato a Napoli nel 1834, l’anno della fondazione dell’istituto delle Adoratrici. L’opera ha un grande valore simbolico, perché la sua lettura fu consigliata a Maria De Mattias da san Gaspare del Bufalo durante l’unico incontro che ebbe con la futura fondatrice, a Vallecorsa. Oltre ai libri di pietà, i coniugi Dettori hanno donato al museo “Una Stanza per Refice” tutte le partiture della loro mamma. Si tratta di oltre un centinaio di titoli, dei più grandi autori della storia della musica. Tra le partiture, anche un brano di Refice e alcuni di Perosi.";		testo = testo + " La donazione degli spartiti ha arricchito la piccola biblioteca del musicista titolare della Stanza (la cui collezione musicale fu, dal fratello Plinio, donata al Pontificio Istituto di Musica Sacra). Della donazione Dettori fa parte uno splendido lampadario, che si spera di collocare nella stanza da cui Maria De Mattias parti per la sua missione nel mondo.</p>";				testo = testo + "<br><em>(Testo di Michele Colagiovanni)</em><br /><hr><h3>Prosegui con:</h3>";		testo = testo + "<p><a href=\"#\" onclick=\"javascript:rodriguez()\">Lo strano caso dei tre Alfonso Rodriguez</a></p>";		testo = testo + "<br /><hr><br />";				testo = testo + "<p><a href='javascript:home()'><< Home</a></p>";		document.getElementById('main').innerHTML = testo;		}
